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La coppia di anziani è nuovamente passata a salutarmi in sogno.
Ormai lo so, sono una fervida creatura della mia ansia di invecchiare.
La coppia di anziani è sempre in procinto di partire per un viaggio, qualche tour operator della terza età li sbatacchia da una parte all'altra di un Europa fremente.
Sale d'attesa, valigie e aeroporti sono la loro costante scenografia, delle città che visitano un bel niente.
La coppia di anziani è sempre alle prese con l'ostruzionismo tecnologico e cerca di interagire indifferente ai messaggi dall'esterno, così urlati e frequenti, si finge perfettamente in grado di gestire il futuro imminente e il suo costante presagio incomprensibile.
Immagina George e Ruth Fisher di Six Feet Under e ci sei vicino, più Ruth versus vedova siciliana però.
Sono silenziosi, monosillabici, immagina un dialogo da un film di Hal Hartley.
Ieri notte per esempio:
- Perchè hai messo una moneta nel deposito a gettoni?
- così
- Ma non abbiamo valigie qui.
- Lo so, ma mi sembrava la cosa giusta da fare
- Perche?
- Perche quando mi riposo seduta da qualche parte e nessuno viene a dirmi che devo spostarmi altrove mi pare che ci sia una telecamera nascosta pronta a giudicarmi.
- davvero?
- inoltre un euro mi sembra il giusto tributo per non avermi costretta a camminare ancora.
- perche ci hai messo tanto?
- la tizia dell'albergo, giu alla hall
- ha fatto storie?
- no mi ha trattenuto a guardare le foto dei suoi nipoti
- ommadonna
- gia, un'altra volta.
- avrebbero dovuto avvisarmi
- di che?
- che quando invecchi la gente insiste sempre perche tu veda le foto dei nipoti
- noi non abbiamo nemmeno figli
- Ai vecchi mica sempre interessano i bambini no?
- dev'essere una punizione divina per non averli voluti
- ormai è fatta.
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