Walking Wounded

Il sangue ribolle, come una pentola di gazpacho prima di raffreddare, un'altra ora ludica.
Mi fermo a guardare gli sguardi degli altri senza paura, sono ciechi e le braccia come rami d' altre stagioni, frutta caduta lontano, indigesta, immangiabile.
Ho perso il sonno e non ricordo come si fa a volare via.
Allora mi fermo, solido sulla terra e lascio che la pioggia mi porti frescura.
Cammino senza meta nella calle buia, i mori aspettano le turiste inglesi per derubarle e nel frattempo, si parlano a gesti che non capisco da un lato all'altro della strada.
Shhhhh ashish ash.
Sono solo giorni di pioggia improvvisa e la colada non si asciuga mai, rientro sfinito e porto il cane in Felipe Neri, gincana tra junkies, al rededor dell'hotel di lusso.
Respiro, tossisco e la notte cammina con me, fammi compagnia, dimmi qualcosa.
Se sei arrivato fin qui, tanto vale allontanarsi di più, risponde.
La luce gialla prima del temporale proietta ombre magiche, cosa può accadere ora? Chi sarai al prossimo vicolo, quando le tue gambe cederanno?
Se gli occhi potessero fotografare, e registrare ogni singolo istante di bellezza, pura e intoccabile, ripetibile quando servisse, forse la vita sarebbe meno dura.
Eppure, eppure, io un giorno
28/8/07 17:55ma se te la dimentichi, la bellezza è ancora meglio :)
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