Punto di fuga

Il futuro, non è proprio niente, dilata e scolpisce sulla faccia i resti del giorno, delle scelte ponderate, delle avventure improvvise. La luce immobile di giornate prive di calore.
Non è logico spaventarsi giusto prima di saltare, se si fosse avuta paura, davvero, non si sarebbe raggiunto il ciglio.
Lascio tutto, così com'è ora, mi porto il cane il fidanzato i dischi e il mac, tutto il resto lo vendo a metà.
lascio poche cose inespresse, qualche spina nel fianco, tre multe non pagate e tre amici che non lo saranno altrove.
Mi mancate, punti di riferimento inesistenti, ora che sono io, un punto indecifrabile nel cielo - è un aereo è un ufo è una macchia sul monitor.
Lascio Philippe e le sue cene pantagrueliche, Diego e i suoi silenzi, lascio Piero che parla un' altra lingua, lascio Daniele fino a quando vorrà raggiungermi.
"Sto facendo una follia?". " Si ma nessuno dice che non vada fatta".
Tra il salto e l'attesa c'è un istante intermedio, il punto di intersezione da unire per svelare il disegno, lo intuisci, ma non ne sei sicuro fino a quando non hai tracciato incerto, la linea che lo completa.
Un istante che è livido e ambiguo, una luce di crepuscolo.
Non posso restare sospeso in questa penombra, non per molto ancora, altrimenti mi spegnerei, così come si spegne una giornata milanese, senza che nessuno noti la differenza tra il giorno e la notte.
6/10/05 08:00Beh... per saltare ci vuole sempre coraggio. E una volta che sarai arrivato avrai tanti stimoli nuovi. E se hai deciso di saltare, significa che quella era la scelta giusta.
16/10/05 11:54
Quando si salta, nell'attimo in cui ci si stacca da terra e si resta quasi sospesi, tutto sembra infinito.
Ma fino a che non si sarà toccato di nuovo il suolo, non si potrà godere appieno tutto il nostro sforzo.
Solo in quel momento potrai guardarti indietro ed iniziare a sorridere, ansimando, ma felice.
;)
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