Cretine en Terraza

Esco di casa dritto come un fuso, il senso di attesa prende forma ad ogni rampa di scale.
Dici di non sapere come comportarti perché sono più adulto di te, ma in fondo se mi guardi bene, sono il più immaturo dei tuoi conoscenti, e poi suvvia ci sono solo quattro anni di differenza.
Ti confesso che vorrei fotografarti, polla-turca - e ridi di questo soprannome - con rossetto e tacchi vertiginosi, vedere se riesco ad ammansire questa tua virilità istintiva,lo sguardo arabo che fa svenire le MUM della Penultima.
Sei intrappolato in un relazione che non si risolve, continui a guardare il telefono però mi dai pacche sui pettorali ridendo del mio corpo costruito con le macchine, un pò ti attrae un pò ti intimorisce - ti lascio fare - mentre ti ubriachi per sentirti a tuo agio mentre io, quando sarai cotto a puntino, sarò ormai annoiato a morte da tutti questi preliminari senza senso.
Tu parli e penso alle foto che mi sono fatto alle mani ieri, graffi e tagli, tracce su corridoi di vene azul, le mie mani che non sanno fare niente, che non rompono per paura di toccare ma nemmeno sanno aggiustare.
Si muovono rapide e mi chiedono di sentire, affermative senza capire, ma non sento niente, e non trovo niente da dire, così ti lascio blaterare a nastro, so che se lo faccio la gente si sente attratta da me, senza sapere che è solo perché si ritrovano su un palco e quindi gratificati, ma il mio interesse è reale, non è mistificato, solo appassisce molto rapidamente.
Più di ogni cosa, ti racconto che in questo periodo mi ferisce il senso di casualità degli incontri, l'essere costantemente sostituito, il vedere amanti appena prosciugati cercarsi un altro quando non ti sei nemmeno rivestito, mi terrorizza, mi fa sentire così poco speciale. Quanto di più soddisfacente, grande bello e definitivo puoi trovare ancora?
Cosa cazzo stai cercando?
Forse si perde il senso del tatto, come per la giovinezza, senza una precisa soluzione, in un momento indefinito, ci si saluta con un gesto di costernazione e tu quello tieni a memoria e lo insegui perché possa ritornare, per tutti gli anni a venire. Forse stai cercando di tornare bambino.
Ieri poi e la faccio finita, ho visto Bru el Rey delle pubbliche relazioni, ci siamo sbaciucchiati nel bagnetto V.I.P. (R.I.P) unico momento in cui non ha gli occhi schizzati da un lato all'altro del locale.
Gli dico: guardami per più di due secondi, ma credo che l'intimità lo renda nervoso, per questo appena può, tira fuori l'uccello.
Grazie per il drink, grazie per la ralla, grazie per le entrate.
Sto dicendo di no a chiunque voglia farmi l'onore di riaccompagnarmi a casa, per quanto bello sia, per quanto appetibile e illusorio. Le terrazze chiudono, riposti i costumini aussie-bum. Ultima danza house coi piedi insabbiati al chiringuito.
Si apre una stagione di no, ed e' il primo sabato che esco con la giacchetta a far la fila ai guardaroba, benvenuto gelo del nord, autunno del disamore.
23/9/08 17:42Sempre avvincenti i tuoi romanzetti rosa.
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